Altra spinosa questione: quanto danneggia il mercato delle traduzioni la presenza di persone, magari anche valide, disposte a lavorare gratis pur di vedere qualcosa pubblicato (questo ovviamente soprattutto nel campo dell'editoria)? E può chi lavora gratis, considerarsi un professionista?
In definitiva: può la traduzione essere un hobby?
Trovate un approfondimento sulla questione qui e qui.